I principi di ragionamento del Media Buyer

I principi non sono regole di comportamento, sono modi di pensare. Le regole dicono cosa fare nelle situazioni previste, i principi dicono come ragionare in quelle nuove, che sono la maggioranza. Vogliamo che diventino automatici.

Prima di tutto: non gestiamo campagne, gestiamo attività

Il cliente non ci paga per delle inserzioni, ci paga perché la sua agenda si riempia e il suo studio cresca. Le inserzioni sono lo strumento, non il servizio.

Per questo la prima domanda davanti a un account non è “come vanno le campagne?” ma “come sta andando lo studio?”. A volte le risposte sono opposte: campagne perfette con studio fermo, campagne mediocri con studio pieno.

Principio 1: prima la causa, poi la soluzione

Quando un account peggiora, l’istinto è fare subito qualcosa: più budget, una nuova creatività, una modifica al targeting. È un istinto da tenere sotto controllo, perché spesso risolve un problema che non è quello vero.

La sequenza giusta

Passo

Cosa fai

Osservi

Guardi cosa è cambiato e da quando

Ipotizzi

Elenchi le cause possibili

Verifichi

Controlli i numeri per confermare o scartare

Isoli la causa

Ne resta una sola, o poche

Agisci

Solo adesso decidi cosa modificare

Se cambi qualcosa nei primi minuti, non stai risolvendo, stai comprando tempo. Il problema tornerà più grande.

Esempio
Il CPL sale. Prima di cambiare la creatività, controlli tracciamento, frequenza, landing, stagionalità e fase di apprendimento. Potrebbe essere solo un periodo di alta concorrenza.

Principio 2: i numeri non parlano da soli

Un dato senza riferimento non significa niente. Un CPL di 18 € può essere ottimo in una zona e mediocre in un’altra, buono a settembre e preoccupante a gennaio.

Il lavoro sul dato si fa in tre tempi

Tempo

Chi lo fa

Cosa è successo

Lo dice il software

Perché è successo

È il tuo lavoro

Cosa facciamo

È il tuo lavoro

I primi due tempi fanno la differenza tra una persona e una dashboard, ed è il motivo per cui il cliente paga un team.

Regola pratica
Ogni numero che passi all’AM va accompagnato da un riferimento.

Non va bene

Va bene

“Abbiamo avuto 42 lead”

“42 lead, in linea con i 38-45 degli ultimi tre mesi e sopra la media della zona per questo periodo”

Il riferimento può essere il periodo precedente, la media dell’account, la zona o la stagione.

Principio 3: la brutta notizia la diamo noi, per primi

Chi comunica per primo un problema viene percepito come affidabile. Chi lo comunica dopo che l’altro se n’è accorto sembra uno che lo nascondeva, anche quando non è vero.

La notizia negativa arriverà comunque. Quello che decidi tu è come arriva:

Se la dici tu per primo

Se la scopre un altro

Con una spiegazione e un piano

Con te in posizione di difesa

Nel momento che scegli tu

Nel momento che sceglie lui

La fiducia si rafforza

La fiducia si incrina

Vale anche per i tuoi errori
Un budget sbagliato, una campagna lasciata ferma, un tracciamento rotto. Un errore ammesso e corretto rafforza il rapporto con il team. Un errore scoperto da qualcun altro lo danneggia in modo permanente.

Cosa fare in pratica

  • Appena lo noti, avvisa l’AM, anche senza soluzione

  • Dì cosa è successo, quanto pesa e cosa stai facendo

  • Indica quando avrai il prossimo aggiornamento

Principio 4: stiamo dalla parte del risultato

Non dalla parte del cliente contro l’agenzia, e non dalla parte dell’agenzia contro il cliente. Sono i due modi opposti di sbagliare.

Errore

Cosa succede

Dare sempre ragione al cliente per evitare il conflitto

Entrano richieste che peggiorano la campagna, e nessuno dice al terapista che il problema è suo

Difendere sempre la campagna e il team

Si perde la fiducia alla prima difficoltà vera

Per te significa

  • Non difendere una scelta che i dati smentiscono, solo perché l’hai fatta tu

  • Non cedere a una richiesta di modifica che sai peggiorerebbe i risultati: spiega all’AM perché, con i numeri

  • Dire all’AM, quando serve, che il problema sta nel processo del cliente e non nella campagna

  • Dire al team, quando serve, che una campagna va rifatta

La posizione giusta è la terza: stare dalla parte di ciò che fa crescere lo studio.


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